lunedì 12 gennaio 2009

Cessate il fuoco!

Mi ero ripromesso di non scrivere nulla sull'intervento a Gaza City da parte dell'esercito israeliano.

Non avrei voluto scrivere nulla per una sorte di pudore di chi sa che il tema è troppo complesso perché l'opinione di una persona qualunque possa avere un qualche interesse. Ma in fondo un blog, oltre ad essere occasione di confronto con i lettori è anche un'occasione per "parlare con se stessi", quasi in una seduta di autoanalisi. Ed allora eccomi qui, da profano come so di essere su queste questioni, a buttare giù alcune riflessioni, senza pretendere né di dare giudizi, né, tanto meno, di inventare ricette per risolvere questo pluridecennale dramma.

La cosa che più mi colpisce è la spaccatura nel mondo politico tra filo israeliani e filo palestinesi. Sembra quasi che il "merito" di ciò che sta accadendo passi in secondo piano rispetto alla necessità di "schierarsi".

La difesa dei più deboli, degli inermi, che dovrebbe essere, in teoria, uno degli scopi primari della comunità internazionale, sembra essere demandata esclusivamente alle associazioni pacifiste e di volontariato. Mentre si continua ad uccidere donne e, soprattutto, bambini, i politici di tutto il mondo discutono, si accapigliano, litigano per decidere se l'intervento di Israele è una risposta agli attacchi terroristici di Hamas, o un atto di guerra nei confronti dei palestinesi. E mentre i politici discutono, le persone muoiono, a centinaia.

Mi sono fatto la convinzione che le divisioni nella comunità internazionale siano in massima parte da ricondursi ad una sorta di sudditanza psicologica nei confronti di Israele, confondendo ancora la religione ebrea con il governo di Tel Aviv. Sembra che denunciare la palese sproporzione tra gli attacchi di Hamas ed i carri armati israeliani significhi peccare di antisionismo. Lo spettro delle responsabilità del nazismo pesa ancora sulle coscienze della gente.

Voglio dire la mia, senza ipocrisie. Sono convinto che lo sterminio e le atrocità subite dagli ebrei nulla abbiano a che vedere con la situazione attuale e, comunque, non giustifichino ulteriori eccidi, ulteriori violenze, ulteriori atrocità.

E' vero, come spesso si dice, che non si può fare la contabilità dei morti, ma se tra i palestinesi se ne contano ormai quasi mille, in gran parte bambini e donne, e dall'altra parte poche unità e qualche danno da parte di razzi sparati a casaccio, questa disparità un significato dovrà pure averlo!

E se fossero vere anche solo la metà delle cose denunciate da osservatori delle associazioni di volontariato, dai bombardamenti di scuole e quelle degli ospedali, ce ne sarebbe abbastanza per imporre il cessate il fuoco con ogni mezzo che la comunità internazionale ha a disposizione, anche per dare voce a quella gran parte del popolo israeliano che la guerra non la vuole e si oppone a questo tipo di intervento militare.

Questo non significa che i terroristi di Hamas non abbiano responsabilità: ce le hanno e gravissime. Ma uccidere i bambini è la strada più facile e sicura per impinguare le loro fila e non per metterli in condizione di non nuocere.


 

4 commenti:

Giuliano Falco: giulianofalco@gmail.com ha detto...

Ben tornato, Marino.
Hai ragione: non è facile scrivere qualcosa di sensato su una tragedia enorme come quella che si sta svolgendo in Medio Oriente.
Ma, come ho già scritto, la cosa più difficile è schierarsi per la pace, con i pacifisti che sono in Israele e in Palestina, contro tutte le forze armate che, ad armi impari, stanno combattendo tra loro ma, soprattutto contro la popolazione civile...
La logica di Hamas è la stessa dei criminali militaristi israeliano: vogliono la guerra perchè di solo quella vivono: sono speculari, simmetrici, proprio come Bush e Bin Laden...

caposkaw ha detto...

piccolo appunto, i morti civili sono una minoranza.
alchè, il tuo discorso va a remengo.

Marino ha detto...

piccolo? a che cosa ti riferisci?

marco ha detto...

ciao marino sono daccordo con te e giuliano il discorso è Molto delicato, la questione palestinese ce la portiamo dietro da anni e chissa' per quanto tempo ancora,sono Veramente stanco di vedere e sentire di bambini,donne, civili morti ammazzati,senza che la politica faccia o dica qulcosa di concreto sia a una parte che all'altra, a partire dal neo presidente u.s.a. che per motivi tecnici di fronte all'ennesima esplosione di violenza non dica UNA parola,o come dici tu pensano a litigare su chi ha ragione ho ha torto,e intanto la popolazione muore,indipendentemente se e in minoranza o maggioranza,ricordando all'amico caposkaw (di cui il nic-name è tutto un programma)che anche i morti non civili sono purtroppo persone,come lo sono caro marino i piu di trenta ,a oggi,caduti sul posto di lavoro nel nostro paese,BASTA!!! ciao marco.