domenica 18 maggio 2008

Inquisizione o Martirio?

Quale sarà il prossimo passo di Benedetto XVI verso la restaurazione: il martirio o l'Inquisizione?
Credo che la domanda sorga spontanea dopo le dichiarazioni fatte a Savona.
Ancora una volta il papa si e' scagliato, con la violenza verbale cui ci ha ormai abituati, contro il laicismo, il relativismo ed il materialismo, che egli considera come mali distruttivi della societa'.
Questa posizione non stupisce: in una organizzazione come la Chiesa cattolica, che si basa sull'assolutismo e sul dogma, mi pare evidente che tutte le idee "diverse" da quelle ufficiali non abbiano diritto di cittadinanza. Per fortuna non credo che questa sia una posizione dominante tra i fedeli, ma occorre la massima decisione per limitare per quanto possibile l'ingerenza papale e curiale nella politica di tutti i giorni.
Con una difficoltà: il Papa non riconosce il mio diritto di pensarla in modo diverso da lui ed io difendo, da relativista,materialista e laico, il suo diritto ad attaccare le mie convinzioni.

Mi pare interessante, a questo proposito un articolo di Michele Serra, comparso su Repubblica del 9 febbraio 20007, che riproduco di seguito:

Quando il professor Buttiglione, o chi per lui, insiste nel denunciare i guasti del relativismo etico, omette di aggiungere che il contrario di relativismo è il dogmatismo. E omette di considerare che ogni etica “relativistica”, pur producendo non di rado disordine e solitudine, non produce però oppressione. Al contrario delle etiche dogmatiche o granitiche, il cui destino è confortare le certezze di chi le possiede, e tormentare e opprimere tutti gli altri, pretendendo di farli vivere e agire dentro le certezze altrui. Le etiche dogmatiche sono dunque, a conti fatti, terribilmente egoistiche. Chi le possiede gode, si sente depositario di verità e di giustizia. Ma chi non le possiede è costretto a subirle, e come accade proprio adesso a milioni di italiani si sente in ostaggio di una morale così indifferente alla libertà degli altri da considerarla un errore, o una bestemmia, o addirittura un oltraggio alla “società naturale”, che sarebbe poi quella stabilita dalla piccola comunità dei vescovi cattolici.
Il comportamento della Chiesa ratzingeriana è, in questo senso, oppressivo e offensivo. Da relativista etico, l’unica certezza che mi sorregge è non volere e non sapere imporre la mia condotta di vita al professor Buttiglione. Lui non può dire altrettanto.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono contento che ci sia ancora qualcuno che si occupa di laicismo e di socialismo.
Credo che la nostra società abbia ancora grande bisogno di questi valori, soprattutto se si considera il nuovo quadro politico che si è creato dopo le ultime elezioni!
Non dobbiamo rassegnarci ad essere per sempre clericali e veltrusconiani!
Bisogna fare tutto il possibile per delegittimare questa casta politica inetta e corrotta.
Per quanto mi riguarda appoggerò tutte le iniziative che vanno in questa direzione.

Simona DT ha detto...

Dunque gli sparuti ex DS in fuga iniziano a comparire sul web...mi fa piacere leggerti caro Marino, se non altro prendo atto con moderata gioia di non essere l'unica orfana del Partito che non c'è (più). Troppo moderati per l'altra sinistra, troppo "rivoluzionari" per quest'accozzaglia di robe poco imparentate tra loro che è il Partito Democratico. I metodi di Buttiglione e del Papa almeno sono chiari e la legge (per ora) ce ne difende. Invece pare che la gioia più grande dei nuovi dirigenti PD sia poter finalmente andare avanti a colpi di maggioranza...niente più riunioni sino a sera inoltrata,una minoranza moderata e sempre opportuna...ah come si sta meglio quando tutti la pensano allo stesso modo!Si...ma che noia però! ;)

Marino ha detto...

Credo che presto saremo tutti chiamati ad impegnarci per (ri)costruire una sinistra moderata, riformatrice, laica, non succube, che parta dai bisogni veri delle persone e non da quelli dei partiti e dei loro dirigenti (che ormai si riproducono per partenognesi)